Banda Aceh, islam indonesiano e spaghetti col granchio

by Enrico Zacchetti on March 5, 2010

in Fascino Folle, asia, indonesia

Ecco un posto dove in tre giorni non abbiamo incontrato neanche un turista. Banda Aceh è una città situata sulla punta nord-occidentale di Sumatra, in Indonesia. Nel 2004 (due anni prima di questo viaggio) se ne parlò in tutto il mondo a causa dello tsunami, che fece i suoi danni peggiori proprio in questa zona: 200 mila vittime e circa il 50% degli edifici distrutti.

Banda Aceh, Moschea

A Banda Aceh non ci sono attrazioni turistiche di nessun genere, a parte la moschea e il mercato. Ma in un posto così anche andare a comprare un’aranciata è un’esperienza. O stare affacciato alla finestra a guardare la strada e la gente che passa.

Banda Aceh, Indonesia

Banda Aceh è la regione dell’Indonesia con il maggior numero di musulmani. La vittoria elettorale del partito islamico (poco prima dello tsunami) ha determinato un brusco irrigidimento delle posizioni indipendentiste e islamiste, e scontri tra polizia governativa e milizie locali. Banda Aceh è diventata così la prima e unica città di Sumatra e dell’Indonesia a introdurre la legge islamica e il velo obbligatorio. Pure le ragazzine lo portano: vanno in giro con velo islamico, t-shirt con scritte in inglese e jeans attillatissimi e guidano la motocicletta con il casco sopra il velo. I ragazzi scorrazzano per la città con gli scooter Honda, non mettono mai il casco e ascoltano musica rap americana con lettori mp3 di fabbricazione cinese.

Banda Aceh, Indonesia

Avevamo non dico paura, ma un pò di ansia per questa storia dell’islam radicale e ci chiedevamo come la gente avrebbe accolto due turisti europei, occidentali, relativisti e atei. Nessun problema. Anzi, grandissima curiosità, rispetto e ospitalità, anche un pò di timidezza (reciproca). Siamo stati in mezzo alla gente. Mai una parola, mai uno sguardo indiscreto, mai una situazione di difficoltà o d’imbarazzo. Tanti sorrisi e cordialità. L’aggressività nei rapporti umani e l’intolleranza non fa parte del dna di questo popolo.

Banda Aceh, Indonesia

La mia sensazione è che questo islam radicale all’indonesiana sia una messa in scena dai risvolti grotteschi, in cui si ostentano simboli identitari in cui si crede pochissimo. Banda Aceh è un laboratorio, nel quale un gruppo di astuti politici finanziati da sceicchi sauditi cerca di abbattere la laicità che da sempre caratterizza lo stato e il popolo indonesiano, miscuglio ineguagliabile di razze, lingue e religioni.

Mercato di Banda Aceh, Sumatra

Un giorno riusciamo a noleggiare uno scooter e facciamo un giro nei dintorni. Emozioni forti: lo scooter si rompe in mezzo al nulla, ci raccoglie un tizio con un camioncino che incredibilmente parla italiano e ci offre pure il caffé fatto con la moka. Ci racconta di aver vissuto alcuni anni a Lambrate. Dopo lo tsunami che ha letteralmente cancellato il suo villaggio natale con tutti gli abitanti ha deciso di tornare, è riuscito a ottenere qualche finanziamento per la ricostruzione e sta provando eroicamente a mettere su un ristorante sulla spiaggia, in mezzo alla devastazione. Ci accompagna dal “meccanico” nel vicino villaggio.

Banda Aceh, Sumatra in scooter

A Banda Aceh non c’è niente da fare. Non ci sono locali, discoteche, bar, cinema. Ma esistono dei posti dove andare a mangiare che sono uno spettacolo assoluto. Se vi trovate a passare da questo angolo di mondo all’ora di cena, cercate un’insegna che ritrae un enorme granchio ed entrate nel locale. Vi troverete in una trattoria popolare molto in voga, dove i cuochi sudano copiosamente e preparano taglierini e spaghetti dentro grandi wok di metallo. Nessuno parla inglese. Il menu scritto a mano su carta, oltre ad essere unto e stropicciato, è del tutto inutilizzabile a meno che non abbiate dimestichezza con l’indonesiano. Ma non sarà troppo difficile spiegare a gesti che volete la specialità della casa: gli spaghetti con il granchio, l’enorme granchio dell’insegna.

Spaghetti con granchio a Banda Aceh, Indonesia

Banda Aceh, Sumatra, Indonesia, Settembre 2006

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