
Dice la leggenda che qui si trovava la grotta della Sibilla Cumana, colei che, racconta Virgilio, accompagnò Enea nella discesa agli inferi. A cavallo tra Umbria e Marche, i Monti Sibillini sono luogo intriso di leggende nere sin dai tempi antichi. La reputazione sinistra si accentuò in epoca medievale, per secoli vennero considerati un luogo infernale, impregnato di magia nera e stregoneria, regno di demoni, streghe e altre creature dedite al maligno.
Da qui nasce l’aura di mistero, favorita certamente dal’asprezza di un territorio caratterizzato da pendii scoscese e gole profonde. Il mistero circonda queste montagne e questi luoghi incredibilmente intatti dove si viaggia anche nel tempo. La leggenda nera resta presente nella cultura popolare e nella toponomastica: il monte della Sibilla, la valle dell’Inferno, il pizzo del Diavolo.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini venne creato nel 1993 per tutelare quest’area dallo spirito selvaggio, ricca di antiche tradizioni e paesaggi spettacolari. Su questi monti vivono il lupo, il gatto selvatico. l’istrice, l’aquila reale, il cervo, il camoscio. La cima più elevata è il Monte Vettore (2476 mt), sulle cui pendici a quasi 2000 mt di altitudine si trova il Lago di Pilato, luogo di grande interesse naturalistico e anch’esso legato a una leggenda popolare: il cadavere di Pilato, giustiziato a Roma, passava di qui trainato da un carro di buoi, quando gli animali in un impeto di follia si precipitarono con il loro funesto fardello nelle demoniache acque lacustri.
Abitati sin da epoca preromana da popolazioni dedite alla transumanza, le cittadine, i paesi e i villaggi del Monti Sibillini hanno origini antichissime. La struttura urbanistica di questi centri ricalca ancora l’organizzazione medievale con mura, castelli e fortificazioni. Tra i borghi più interessanti da visitare vi sono Norcia, Visso e Montefortino.
Luogo storico di pellegrinaggio, i Monti Sibillini ospitano anche numerosi monasteri, chiese romaniche, abbazie. Tra i più importanti edifici religiosi, per il loro valore storico e artistico vi sono il Santuario di Macereto a Visso e la Basilica di San Benedetto a Norcia, costruita sui resti della casa natale del santo.
La tradizione gastronomica non è da meno. Basti pensare a Norcia, dove l’allevamento di maiali ha origine antichissime e dove è nata la norcineria, termine usato spesso come sinonimo di salumeria ma che è in realtà una vera e propria arte della lavorazione della carni suine. Tra i prodotti di spicco della regione vi sono, oltre al prosciutto di Norcia IGP, la lenticchia di Castelluccio, il tartufo nero.
I Monti Sibillini sono anche un paradiso per gli amanti del trekking. Sul sito Quattropassi, da cui sono tratte le foto di questo articolo, si possono trovare tante proposte di escursioni di varia difficoltà da fare in compagnia di guide appassionate ed esperte.
Dove dormire? A Norcia si può soggiornare a Palazzo Seneca, residenza storica gestita da Relais & Chateau, una garanzia di eleganza e qualità. Oppure all’Hotel Grotta Azzurra, a gestione famigliare dal 1850.