Oltre la moda, oltre le fiere, oltre gli aperitivi, oltre il teatro, Milano può tenervi impegnati tutto l’anno coi suoi appuntamenti sportivi, nemmeno fosse una città olimpionica. Forse lo è ma non lo dà a vedere, con la sua riservatezza tipica, tutta meneghina.
Troppo facile parlare di Calcio – e infatti non lo faremo. Alcuni sostengono che il Santo più venerato a Milano sia San Siro, alla faccia di Sant’Ambrogio, ma per evitare di addentrarci nella pericolosa secolare guerra di religione tra milanisti e interisti, accenniamo di sfuggita alla cosiddetta “Scala del Football” e scappiamone subito via. Doveroso citare poi “il Giuàn” Brera, mitico modello di ogni giornalista sportivo, inventore di un linguaggio e di uno stile, di un modo di raccontare che va oltre i derby e unisce tutti i tifosi in un’unica, grande e sana passione per il “fùlbol” – che è la versione milanesizzata di football. E per inciso: la Gazzetta dello Sport ha sede a Milano.
A Giovanni Brera oggi è intitolata la più antica casa dello sport milanese: l’Arena. Costruita nel cuore verde di Milano, il Parco Sempione, nel 1807 su progetto del Luigi Canonica, l’architetto della Milano napoleonica, è stata usata nel tempo per i più disparati eventi: parate, rappresentazioni teatrali, naumachie, spettacoli pirotecnici, corse di cavalli, spettacoli circensi, gare di atletica, campionati di ciclismo… La sua rinascita è merito di due storiche società sportive milanesi: della Amatori Rugby Milano, la più antica società di rugby d’Italia (e tra le più blasonate: ha vinto 18 campionati nazionali e una Coppa Italia), fondata nel 1927, che dal 2010 l’ha eletta a sede delle proprie gare interne; e dell’Atletica Riccardi, fondata nel 1946, Stella d’Oro CONI 1996, da cui sono partiti, nei 65 anni di vita tra le mura ellittiche dell’Arena, ben 91 atleti per farsi onore nella Nazionale Italiana di Atletica. Ghiacciata, l’Arena si trasformava in palazzo del ghiaccio: ora per coltivare le discipline su ghiaccio c’è l’Agorà, dal 1987.
Altra antica passione sportiva milanese è il canottaggio. Dal 15 ottobre 1890 infatti Milano è sede della Canottieri Milano, la più antica polisportiva milanese. La trovate nel quartiere dei Navigli, sull’Alzaia Naviglio Grande, sempre al solito posto. Oggi la sede storica è diventata un vero e proprio centro sportivo: c’è una piscina, un campo da tennis, uno da basket, uno da calcetto e persino uno da bocce, per rilassarvi. Oltre alle palestre – e alle canoe, beninteso. Gli atleti professionisti della Società si distinguono per le vittorie conseguite a livello internazionale e organizzano i migliori corsi della città, aperti a tutti, soci e non soci, di tutte le età. È uno dei modi più originali di vivere lo sport milanese, che contribuisce tra l’altro, oltre che a tenervi in forma, a valorizzare un ambiente particolarissimo, quello appunto del bacino del Naviglio, che per troppo tempo è stato dimenticato dalla Città e che ancora attende un serio e definitivo intervento di recupero.
L’altro habitat per antonomasia degli sport acquatici è l’Idroscalo, il bacino artificiale che nell’Italia fascista doveva essere punto di partenza e di arrivo della flotta di idrovolanti degli italici cavalieri del cielo e che è diventato poi, all’interno della grande area verde del Parco Forlanini, tutt’attorno all’aeroporto di Linate, il laghetto più amato dai Milanesi. Tanto per farvi un’idea: nel 2015 all’Idroscalo si terrà il Campionato Mondiale di Sci Nautico. Perché l’Idroscalo offre sport d’acqua per tutti i gusti: oltre appunto al watersky e al canottaggio, misconosciuta passione milanese, ci si può dedicare alla vela, al nuoto, al windsurf, per poi passare, rimettendo i piedi a terra, agli impianti sportivi del Parco, dove avete tutto quello che uno sportivo può sognare, compresi i corsi di autodifesa e di free climbing.
Milano è tutta in piano: l’ideale per chi ama correre. L’unico problema è il traffico. E l’inquinamento, beninteso. Ma per un giorno almeno il traffico si ferma apposta per far correre e gareggiare chiunque: è la Stramilano, una marcialonga aperta a tutti. Appuntamento milanese dal 1972, dieci chilometri attraverso la città per 50.000 “podisti della Domenica” – che in realtà arrivano allenati e agguerriti come e forse più che atleti professionisti. Parte da Piazza Duomo, al colpo di un cannone del Reggimento di Artigliera a Cavallo “Voloire”. Ritmo libero, non si vince niente, si corre come si vuole costeggiando le antiche mura spagnole (quel che ne è rimasto), l’importante è partecipare – però bisogna arrivare al traguardo dell’Arena del Parco Sempione almeno entro cinque ore. Più che altro, perché se no vi perdete la festa che si fa alla fine, dove si beve e si mangia in amicizia, e vi danno pure una medaglia, che alla Stramilano non si nega a nessuno. Mettetevi sotto: quest’anno si farà il 25 marzo. Con un allenamento più intenso, peraltro, sarete pronti anche per la Maratona di Milano, il 15 aprile, dalle brughiere della Fiera di Rho/Pero al Castello Sforzesco del centro. Occhio però che qui la cosa si fa seria: ci sono fior di professionisti e come si dice c’è davvero da correre.
Restiamo sull’asfalto, ma stavolta pedaliamo: è tradizione delle famiglie bene della Città di avere la casa “in Riviera”, così i Milanesi si sono inventati la Milano-Sanremo, guadagnandosi un posto d’onore tra gli appassionati di ciclismo. Ma soprattutto Milano è il tradizionale punto d’arrivo del Giro d’Italia, mito sportivo italiano che più mito non si può. La casa storica del ciclismo milanese però è il Velodromo Vigorelli, famoso tra l’altro anche tra gli appassionati di musica per essere stato la sede dell’unico leggendario concerto italiano dei Beatles nel 1965. Glorioso centro sportivo sorto nel 1935, nonostante l’innegabile passione per i velocipedi che i cittadini hanno sempre mostrato, il Vigorelli è andato incontro a una progressiva e sempre più triste decadenza. Oggi gli appassionati spingono per il suo recupero e la sua valorizzazione. In effetti è inspiegabile che una pista così ben concepita e un edificio così pregevole anche da un punto di vista architettonico siano stati trascurati in questo modo; ma, del resto, non sono stati trascurati anche i Navigli? Questi sono i veri misteri di Milano che chi ama lo sport, quello vero, quello che non è esibizione sciocca di muscoli, ma armonico e vitale equilibrio tra il microcosmo del nostro corpo e macrocosmo dell’ambiente che ci circonda, non potrà mai capire.
Ne avete ancora, comunque, per sudare e muovervi e correre e far andare i muscoli: sul sito del Comune nella sezione dedicata allo sport a Milano, potete fatevi il vostro calendario di appuntamenti sportivi personalizzato. La città offre molto di più di una una palestra di quartiere in cui rinchiudersi per tornire i muscoli e la vanità: approfittatene.





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Ciao,
a Milano c’è anche tantissima Capoeira
Noi siamo i Cordao de Ouro e siamo presenti anche a Bologna, Torino e Livorno.