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Le Tre Cime di Lavaredo, il mito degli alpinisti

by Zop on April 20, 2012

Tre Cime di Lavaredo

© MArco Satyricon86

Le Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti di Sesto, nell’Alta Val Pusteria, sono forse le vette più famose delle Alpi, considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo. Si tratta di tre giganteschi monoliti che sembrano tre dita scolpite nella roccia che indicano il cielo. Quella centrale è la più alta, non a caso denominata la Grande (2999 m), seguita dalla Cima Ovest (2973 m) e dalla Cima Piccola (2857 m) che, come per confermare il celebre detto che “nella botte piccola ci sta il buon vino”, è la più elegante per lo slancio delle forme e ha in cima delle creste. L’armonia del loro allineamento, i colori che contrastano sullo sfondo e che variano a seconda delle stagioni, dal bianco della neve in inverno, al rossastro estivo che al tramonto si irrora di sfumature indescrivibili, ne fanno un’icona dell’Alto Adige e del Tirolo. Ma, viste da Sud, pur molto belle, non sembrano differenziarsi poi così tanto dalle altre Dolomiti, a loro volta considerate le montagne più belle del mondo e dal 2009 dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Universale dell’Umanità, fantastiche per escursioni estive e per sciare d’inverno. Il consiglio è di affrontare le Tre Cime dal versante Nord che mostra il profilo migliore della montagna e ne rivela tutta la spettacolarità.

Cime di Lavaredo

© efilpera

La parete settentrionale si innalza sul territorio del comune di Dobbiaco, in provincia di Bolzano, mentre le Tre Cime e i restanti tre quarti del massiccio fanno parte del comune di Auronzo di Cadore (in provincia di Belluno). Per raggiungerle comodamente in automobile, l’unica possibilità è quella di prendere una strada panoramica a pedaggio, ma davvero molto spettacolare, che sale da Misurina.

Per le escursioni a piedi, invece, ci sono tante possibilità. Per esempio si può partire da Auronzo di Cadore e risalire la Val Marzon per poi seguire una vecchia strada militare lungo il Vallon di Lavaredo. Oppure si può partire dal lago di Landro e salire per la valle della Rienza o, in alternativa, dalla Val Fiscalina. E ancora, si può partire da vari rifugi, come quello dei Tre Scarperi nei pressi di Sesto o dal rifugio Pian di Cengia, sempre passando per la val Fiscalina, costeggiando le cime sulla sinistra e superando il rifugio Comici con una passeggiata di circa 5 ore.

Ma non bisogna pensare che per godere di tanta bellezza si debba per forza essere dei provetti alpinisti o degli arrampicatori allenati. Di seguito proponiamo un paio di itinerari alla portata di tutti, uno che si può compiere in estate e uno invernale. Lo spettacolo, infatti, a seconda della stagione cambia e vale la pena di goderselo sia sotto il sole sia con la neve. Se volete vedere la situazione delle Cime in tempo reale, c’è una webcam sempre attiva che vi consente di farlo.

Itinerario estivo: il giro delle Tre Cime

Rifugi: Auronzo, Lavaredo, Forcella e Locatelli.
Durata: 3 ore.

Uno degli itinerari più noti e incantevoli è il giro delle Tre Cime che tocca una serie di rifugi dove è possibile sostare, rifocillarsi e scattare fotografie. Si compie in circa 3 ore di cammino e prevede un dislivello davvero minimo, di soli 300 metri, adatto anche alle famiglie con bambini. Ma tenete presente che in piena estate può essere molto affollato e può capitare di finire in un serpentone di turisti in marcia. Meglio attrezzarsi, oltre che con gli immancabili scarponcini da montagna e di una giacca a vento, occhiali da sole, cappellino e scorta d’acqua, perché parte del percorso è sotto il sole. Si parte dal rifugio Auronzo (2320 m) che si può raggiungere in automobile da Misurina (poi la Strada delle Tre Cime per 8 km) o anche con l’apposito bus. Dal parcheggio del rifugio parte poi un sentiero dalla pendenza molto dolce che passando per la Cappella degli Alpini e il rifugio Lavaredo (2344) conduce sotto le imponenti pareti meridionali da dove il panorama è stupendo.Proseguendo, si arriva alla Forcella Lavaredo (2454) dove la vista delle Cime è davvero sorprendente. Qui c’è il tratto più impegnativo, a destra la montagna e a sinistra lo strapiombo, e per chi soffre di vertigini forse non è consigliabile. In circa 30 minuti si raggiunge il rifugio Locatelli (2405), probabilmente il punto più spettacolare per ammirare le Cime. Per il ritorno, si può seguire lo stesso percorso a ritroso, ma il consiglio è quello di cambiare strada e di passare di fronte alla parete Nord proseguendo per il Pian di Renza. Vicino al Col Forcellina (2232) si incontrano dei piccoli laghetti (pozze d’acqua) davvero suggestivi; poi si passa per un altipiano tra due alture da dove è possibile godere dell’ultimo scorcio sulle Cime. Il consiglio è di percorrerlo nel tardo pomeriggio, se possibile, perché il tramonto sulle cime che diventano rosse è davvero uno spettacolo imperdibile.

Dolomiti di Sesto

© Jussarian

Itinerario invernale con le ciaspole

Rifugi: Auronzo.
Durata: 5 ore.

Altrettanto imperdibile è la vista delle Cime tra le nevi. Il periodo migliore per questo tipo di panorama e di escursione è da dicembre a marzo. Prima di mettersi in cammino è necessario procurarsi delle racchette da neve (ciaspole) che di solito hanno degli attacchi universali adatti a qualunque tipo di scarpone, e meglio se vi procurate anche dei bastoncini da sci, che possono aiutare nel procedere. L’escursione che consigliamo parte dal Lago di Antorno, a 1866 metri, dove si può lasciare l’automobile nel parcheggio del ristorante. Ci si può arrivare da Cortina, con la strada delle Tre Croci, dopo il lago Misurina, o da Dobbiaco, in Val Pusteria, percorrendo la Val di Landro e prendendo la deviazione per la Val Popena Bassa. Lasciata la macchina si prende il sentiero per il rifugio Auronzo, a 2320 metri, e con le ciaspole si procede in parte tra i boschi e in parte su spianate che offrono un panorama aperto e suggestivo sulle cime e sulle valle circostanti. Il rifugio si raggiunge in circa un paio d’ore, con la neve. Ma tenete presente, se siete pigri, che potete anche usufruire di un servizio taxi-motoslitta che conduce direttamente al rifugi senza fatica e un’idea può essere quella di farsi portare al rifugio Auronzo comodamente, per poi proseguire oltre in ciaspole, per non affaticarvi troppo. Dal rifugio si può proseguire nell’escursione passando per il lato Ovest, dalla parte di Col di Medo, dove dopo circa 3 ore di passeggiata si arriva alla Malga Rinbianco, un luogo di ristoro che è sempre aperto anche d’inverno.

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