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	<title>viaggi disorganizzati &#187; Bosnia-Erzegovina</title>
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	<description>un blog di viaggi</description>
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		<title>Mangiare a Sarajevo: cevapcici, burek e cucina bosniaca</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zack</dc:creator>
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Anche nel mangiare, Sarajevo esprime il suo carattere multiculturale, fortemente influenzato dalle tradizioni ottomane e balcaniche ma anche mitteleuropee e mediterranee. Girando per le vie di Bascarsija, il centro storico della capitale bosniaca, gli odori prevalenti sono quelli che provengono dai piccoli locali e chioschi che a tutte le ore del giorno e della sera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Mangiare a Sarajevo" src="/imgs/mangiare-sarajevo.jpg" alt="Mangiare a Sarajevo" /></p>
<p><span class="drop_cap">A</span>nche nel mangiare, Sarajevo esprime il suo carattere multiculturale, fortemente influenzato dalle tradizioni ottomane e balcaniche ma anche mitteleuropee e mediterranee. Girando per le vie di Bascarsija, il centro storico della capitale bosniaca, gli odori prevalenti sono quelli che provengono dai piccoli locali e chioschi che a tutte le ore del giorno e della sera servono <em>cevapcici</em> e <em>burek</em>, il tradizionale fast food balcanico. Di orgine turca, sono diffusi in tutta l&#8217;area balcanica, ma i migliori si mangiano a Sarajevo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Burek Sarajevo" src="/imgs/sarajevo-burek.jpg" alt="Burek" /></p>
<p>Il <strong>cevapcici</strong> è una polpetta dalla forma allungata, di carne di agnello e/o vitello, con aggiunta di spezie e cipolla e cucinata sulla brace. Il <strong>burek</strong> è una torta salata, che consiste un una sfoglia sottila ripiena di carne, e viene cotto ricoprendolo interamente con braci ardenti. Poi c&#8217;è la <strong>zeljanica</strong>, variante vegetariana del burek: al posto della carne ci sono spinaci e formaggio. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Burek e Zeljanica" src="/imgs/burek-zeljanica.jpg" alt="Burek e Zeljanica" /></p>
<p><strong>I locali</strong> dove si mangia cevapcici e burek sono molto piccoli e spartani con pochi tavoli, panche o sgabelli, pieni di gente a tutte le ore. Sono consigliati per un pranzo o uno spuntino veloce, oltre che per stare gomito a gomito con la gente del posto. Non si servono alcolici. A Bascarsija, come già detto, è pieno di questi locali e si mangia sempre bene, specialmente in quelli più piccoli e angusti. Tra i posti consigliati non si può non citare, <strong>Zeljo</strong> (Bravadziluk bb), una vera e propria istituzione a Sarajevo per il cevapcici, sempre affolllatissimo. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Zeljo Sarajevo" src="/imgs/sarajevo-zeljo.jpg" alt="Zeljo" /></p>
<p>A Sarajevo ci sono anche veri e propri <strong>ristoranti</strong> con un rapporto qualità/prezzo decisamente buono, dove passare una serata bevendo birra Sarajevsko e scoprendo le meraviglie della cucina bosniaca. Uno dei locali migliori, come atmosfera e qualità dei piatti proposti è <a href="http://www.inatkuca.ba/bs/">Inat Kuca</a> situato di fronte alla Biblioteca, dalla parte opposta del fiume. Nel menu ci sono tante proposte interessanti: zuppe, carne, verdura, legumi. Tra cui il <em>bosanski lonac</em> (&#8216;bosnian pot&#8217; sul menù in inglese, ovvero &#8216;pentola bosniaca&#8217;), un piatto molto saporito che consiste di verdure assortire, carne, pomodoro e spezie, fatte cuocere a lungo in casseruola.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Ristorante Sarajevo, Inat Kuca" src="/imgs/ristorante-sarajevo.jpg" alt="Ristorante Sarajevo, Inat Kuca" /></p>
<p>Parlando di specialità bosniache e abitudini legate al cibo, non si può non citare il buonissimo e forte <strong>caffè bosniaco</strong>. Molto simile a quello turco è un vero e proprio rito, da assaporare a ogni ora del giorno sulla piazza di Bascarsija, al tradizionale Caffé Tunel.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Sarajevo, Tunel" src="/imgs/sarajevo-tunel.jpg" alt="Sarajevo" /></p>
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		<title>Sarajevo &#8211; Foto 2008-07 (1)</title>
		<link>http://www.viaggidisorganizzati.com/2008/09/sarajevo-foto-luglio-2008-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 08:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[sarajevo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche foto scattata a Sarajevo quest&#8217;estate.  4 giorni consecutivi di pioggia e cielo plumbeo. Purtroppo anche le foto risentono del clima e non rendono del tutto giustizia alla bellissima capitale bosniaca, nonché ex-capitale culturale della Jugoslavia e città più multiculturale d&#8217;Europa.

La biblioteca è uno dei monumenti più importanti di Sarajevo, quello che rappresenta meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Qualche foto scattata a Sarajevo quest&#8217;estate.  4 giorni consecutivi di pioggia e cielo plumbeo. Purtroppo anche le foto risentono del clima e non rendono del tutto giustizia alla bellissima capitale bosniaca, nonché ex-capitale culturale della Jugoslavia e città più multiculturale d&#8217;Europa.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/09/biblioteca.jpg"><img class="size-full wp-image-259" title="La biblioteca di Sarajevo" src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/09/biblioteca.jpg" alt="La biblioteca di Sarajevo" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La biblioteca è uno dei monumenti più importanti di Sarajevo, quello che rappresenta meglio l&#8217;anima multiculturale e la storia di questa città.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/09/biblioteca-cimitero.jpg"><img class="size-full wp-image-260" title="biblioteca-cimitero" src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/09/biblioteca-cimitero.jpg" alt="La biblioteca e il cimitero di Alifakovac" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La biblioteca è attualmente chiusa per lavori di restauro dopo i gravi danni subiti negli anni 90 durante la guerra. Una targa, quasi una lapide posta sulla tomba della Jugoslavia, ricorda l&#8217;incendio provocato dall&#8217;esercito serbo-bosniaco durante l&#8217;assedio di Sarajevo.</p>
<p><img src="http://www.viaggidisorganizzati.com/imgs/sarajevo-biblioteca.jpg" alt="Biblioteca Sarajevo" /></a></p>
<blockquote><p><em>Di colpo si fa notte<br />
s&#8217;incunea crudo il freddo<br />
la città trema<br />
livida trema<br />
brucia la biblioteca i libri scritti e ricopiati a mano<br />
che gli Ebrei Sefarditi portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna<br />
s&#8217;alzano i roghi al cielo<br />
s&#8217;alzano i roghi in cupe vampe<br />
brucia la biblioteca degli Slavi del sud, europei del Balcani<br />
bruciano i libri<br />
possibili percorsi, le mappe, le memorie, l&#8217;aiuto degli altri<br />
s&#8217;alzano gli occhi al cielo, s&#8217;alzano i roghi in cupe vampe<br />
s&#8217;alzano i roghi al cielo, s&#8217;alzano i roghi in cupe vampe </em></p>
<p>(Cupe vampe, CSI)</p></blockquote>
<p><a href="http://www.viaggidisorganizzati.com/wp-content/uploads/2008/09/sarajevo-panoramica2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-273" title="sarajevo-panoramica2" src="http://www.viaggidisorganizzati.com/wp-content/uploads/2008/09/sarajevo-panoramica2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Foto panoramica. Sarajevo è situata al centro di una vallata attraversata dal fiume Miljaka, circondata da montagne e verdi colline. Un paesaggio molto bello che avremmo apprezzato di più se il clima fosse stato più clemente.</p>
<p><a href="http://www.viaggidisorganizzati.com/wp-content/uploads/2008/09/bascasija.jpg"><img class="size-full wp-image-275" title="bascasija" src="http://www.viaggidisorganizzati.com/wp-content/uploads/2008/09/bascasija.jpg" alt="Bascarsija, il centro storico di Sarajevo" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Il quartiere di Bascarsija nel centro storico di Sarajevo è la parte più bella e antica della città. Piazzette, stradine in pietra, mercatini, minareti e moschee ma anche la sinagoga, la cattedrale cattolica e quella ortodossa. E tantissimi locali, bar, caffé, chioschi e ristoranti dove mangiare i piatti più popolari della cucina bosniaca, il cevapcici e il burek.</p>
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		<title>Verso Sarajevo [Balcani 2008]</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 11:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano &#8211; Sarajevo in macchina: poco più di un migliaio di chilometri, di cui oltre 700 sulle autostrade italiane, slovene e croate e poco meno di 300 sulle strade della Bosnia a una sola corsia. Il sito ViaMichelin calcola circa 12 ore di macchina, escluse pause e code alla frontiera. E&#8217; un tragitto che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Milano &#8211; Sarajevo in macchina</strong>: poco più di un migliaio di chilometri, di cui oltre 700 sulle autostrade italiane, slovene e croate e poco meno di 300 sulle strade della Bosnia a una sola corsia. Il sito <a href="http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/dyn/controller/Itineraires?strStartCityCountry=612&amp;strStartAddress=&amp;strStartMerged=milano&amp;strDestCityCountry=1025343&amp;strDestAddress=&amp;strDestMerged=sarajevo&amp;x=0&amp;y=0&amp;ie=UTF-8">ViaMichelin</a> calcola circa 12 ore di macchina, escluse pause e code alla frontiera. E&#8217; un tragitto che è  consigliabile fare in due o anche tre tappe, in modo da dedicare una giornata intera alla parte bosniaca, da <strong>percorrere con lentezza</strong> per godersi una strada che, dopo Banja Luka, si fa spettacolare.</p>
<p>Chi vuole prendersela comoda può suddividere il viaggio in tre tappe magari fermandosi la prima notte a <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/01/ljubljana/">Lubiana</a> e la seconda a Zagabria. Noi abbiamo scelto di fare il <strong>viaggio in due tappe</strong> fermandoci un paio giorni nella <strong>Dolenjska</strong>, regione della <strong>Slovenia sud-orientale</strong> che tra le sue attrattive principali annovera castelli, vigneti, boschi e terme.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" title="Novo Mesto, Slovenia"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" title="Novo Mesto, Slovenia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" alt="Novo Mesto, Slovenia" width="400" /></a></p>
<p>Dopo una pausa rilassante alle <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/07/terme-smarjeske-toplice/">terme di Smarjeske</a>, ripartiamo la mattina del 22 luglio puntando decisamente sulla nostra meta: <strong>Bosnia</strong>, <strong>Sarajevo</strong>. L&#8217;autostrada slovena e quella croata sono in eccellenti condizioni e quasi non c&#8217;è traffico, così superiamo Zagabria e raggiungiamo rapidamente la <strong>frontiera croato-bosniaca di Gradiska</strong>. Qui inizia davvero il viaggio.</p>
<p><strong>Sulle strade della Bosnia</strong></p>
<p>La linea di confine tra Croazia e Bosnia è segnata da un fiume. Una coda di camion e autoveicoli attende pazientemente sul ponte. Il passaggio al <strong>posto di frontiera bosniaco</strong> richiederà circa un&#8217;ora. Il paesaggio è piatto e monotono, ingrigito da un cielo plumbeo e squallidi edifici in costruzione.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska.jpg" title="Gradiska, la frontiera tra Croazia e Bosnia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska.jpg" alt="Gradiska, la frontiera tra Croazia e Bosnia" /></a></p>
<p>Entrati in Bosnia Erzegovina, il paesaggio cambia notevolmente. Oltre  allo squallore che <strong>Gradiska</strong> ha in comune con tante altre cittadine di frontiera, qui notiamo i primi segni dei conflitti irrisolti, ferite della guerra ancora sanguinanti. Le bandiere sventolano ovunque. Non sono bosniache, sono <strong>bandiere serbe</strong>. I cartelli e le indicazioni stradali sono in <strong>cirillico</strong>. Il primo edificio che si impone alla vista dopo il passaggio della frontiera è una chiesa ortodossa.</p>
<p>E&#8217; una vera e propria ossessione: <strong>segnare il territorio</strong> con bandiere, edifici e segni di <strong>appartenenza religiosa</strong>. Negli stati sorti dalle ceneri della Jugoslavia vivono popolazioni tra le meno religiose al mondo, ma la religione è ciò che è rimasto a razzisti, opportunisti e nazionalisti per giustificare le loro guerre e violenze. A quanto pare raggiungono il loro scopo: la guerra, la violenza e la propaganda generano nuove  e vecchie <strong>paure</strong>, risvegliano <strong>fanatismi</strong> nazionali e religiosi assopiti da secoli.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska2.jpg" title="frontiera-gradiska2.jpg"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska2.jpg" alt="frontiera-gradiska2.jpg" /></a></p>
<p>Siamo nella <strong>Repubblica Serba</strong>, l&#8217;entità fondata dai serbo-bosniaci di Karadzic e sancita dagli accordi di Dayton, un paese dove disastro economico, deserto culturale e nazionalismo sono l&#8217;inevitabile corollario di uno staterello, enclave di un enclave, la cui fondazione poggia sul genocidio delle popolazioni non serbe. Ad aumentare le tensioni, il nazionalismo e la crisi economica, qui si sono trasferiti molti serbi in fuga dalla Croazia, a loro volta vittime di pulizia etnica.</p>
<p>La strada prosegue dritta e monotona fino a <strong>Banja Luka</strong>, la capitale dei Serbi di Bosnia. Attraversiamo la città senza soffermarci, ma l&#8217;impressione è che non sia molto attraente. Anche qui i cartelli stradali in cirillico ci creano qualche problema di orientamento. E&#8217; interessante notare che quasi tutte le insegne dei negozi sono invece in alfabeto latino. La scelta del cirillico è puramente politica e non necessariamente riflette una reale utilizzo della popolazione. Fa sentire i bosniaci non serbi come stranieri.</p>
<p><img src="http://www.paulvermast.nl/wp/wp-content/uploads/2008/01/karadzic-en-mladic.jpg" width="448" height="300" /></p>
<p>A Banja Luka, come in tutta la Repubblica Serba di Bosnia, vivevano molti<strong> bosniaci musulmani</strong> (se cosi li vogliamo chiamare, in effetti ci sarebbe molto da precisare su cosa significasse essere musulmano in un paese laicissimo come la Jugoslavia). Durante la guerra le bande criminali dell&#8217;esercito serbo-bosniaco hanno distrutto le moschee, e i musulmani, quando non sono stati stati massacrati come a Srebrenica, sono stati costretti a fuggire. Nonostante gli accordi di Dayton, a Banja Luka sono pochissimi i profughi che hanno fatto ritorno alle proprie case.</p>
<p>Mi pare importante precisare che le <strong>moschee</strong>, come del resto le <strong>chiese</strong>, da queste parti non sono mai state particolarmente frequentate. Eppure oggi chiese ortodosse, chiese cattoliche, moschee riescono nuovamente a risvegliare l&#8217;odio, a dividere popolazioni mischiate da secoli. Distruggere moschee e costruire chiese, costruire un minareto più alto del campanile, issare una croce sul colle più alto. Una patetica e macabra gara tra <strong>identità escludenti</strong>, che minaccia di riportare la terra degli Slavi del sud all&#8217;età della pietra.</p>
<p>Superata Banja Luka, dopo pochi chilometri la strada inizia a salire in tornanti sempre più stretti e il paesaggio si fa spettacolare. Al grigio della città subentra il verde smeraldo delle <strong>foreste</strong> e il blu di laghi e torrenti. Eccoci <strong>nel cuore dei Balcani</strong>, montagne ricoperte di boschi, cerniera tra Occidente e Oriente, luogo d&#8217;incontro di culture ma anche di scontro tra geopolitiche aggressive. I Balcani che, come disse una volta Churchill, producono più storia di quella che riescono a consumare.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/strada-bosnia.jpg" title="Le strade della Bosnia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/strada-bosnia.jpg" alt="Le strade della Bosnia" /></a></p>
<p><em>Caminante no hay camino, se hace camino al andar</em>, diceva il poeta Antonio Machado. E allora procediamo lentamente, per prudenza ma anche per avere il tempo di fare e <strong>sentire il viaggio, </strong>ipnotizzati dai panorami che si susseguono dopo ogni tornante. Purtroppo il tempo è inclemente. Pioggia e temperature intorno ai 10 gradi.</p>
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		<title>Viaggio nei Balcani in auto (Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano)</title>
		<link>http://www.viaggidisorganizzati.com/2008/08/viaggio-nei-balcani-in-auto-milano-smarjeske-toplice-sarajevo-mostar-mljet-zara-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 17:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
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		<description><![CDATA[
Partenza: Milano, 20 luglio 2008
Ritorno: Milano, 4 agosto 2008
Giorni: 16
Paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina
Itinerario: Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano
Chilometri percorsi: 2400
Il meglio: il caffé e la cucina bosniaca in strada a Sarajevo nel quartiere di Bascarsija. l&#8217;atmosfera multiculturale di Sarajevo. il ponte di Mostar ottimamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a title="Viaggio nei Balcani 2008: Mostar" href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/balcani-mostar.jpg"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/balcani-mostar.jpg" alt="Viaggio nei Balcani 2008: Mostar" /></a></p>
<p><strong>Partenza</strong>: Milano, 20 luglio 2008</p>
<p><strong>Ritorno</strong>: Milano, 4 agosto 2008</p>
<p><strong>Giorni</strong>: 16</p>
<p><strong>Paesi</strong>: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina</p>
<p><strong>Itinerario</strong>: Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano</p>
<p><strong>Chilometri percorsi</strong>: 2400</p>
<p><strong>Il meglio</strong>: il caffé e la cucina bosniaca in strada a Sarajevo nel quartiere di Bascarsija. l&#8217;atmosfera multiculturale di <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/08/sarajevo/">Sarajevo</a>. il ponte di Mostar ottimamente ricostruito. l&#8217;<a href="http://www.booking.com/hotel/ba/bosnian-national-monument-muslibegovic-house.html??aid=321999;label=zs">hotel Muslibegovic</a> in stile ottomano a Mostar. il mare, la tranquillità e le meraviglie naturali dell&#8217;<a href="http://isoledelmediterraneo.info/2008/08/isola-di-mljet/"><strong>isola di Mljet</strong></a>. il centro storico medievale e il tramonto sul mare a Zara.</p>
<p><strong>Il peggio</strong>: il clima in Slovenia e Bosnia (6 giorni consecutivi di pioggia). la biblioteca e le case di Sarajevo gravemente danneggiate dalla guerra. A Zara  le foto, le scritte e i santini nei negozi e nei bar inneggianti a <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=ante+gotovina&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=">Ante Gotovina</a>, il traffico del primo weekend di agosto sulla bella strada litoranea della Dalmazia centrale tra Maskarska e Spalato.</p>
<p><strong>Letture di viaggio</strong>: Lonely Planet Balcani Occidentali, Il nostro viaggio di Anita Bukvic, <a href="http://www.zackspace.net/2008/09/paolo-rumiz-e-oriente.html">E&#8217; oriente di Paolo Rumiz</a>, La guerra dei dieci anni di Alessandro Marzo Magno.</p>
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