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	<title>viaggi disorganizzati &#187; slovenia</title>
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	<description>un blog di viaggi</description>
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		<title>Verso Sarajevo [Balcani 2008]</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 11:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano &#8211; Sarajevo in macchina: poco più di un migliaio di chilometri, di cui oltre 700 sulle autostrade italiane, slovene e croate e poco meno di 300 sulle strade della Bosnia a una sola corsia. Il sito ViaMichelin calcola circa 12 ore di macchina, escluse pause e code alla frontiera. E&#8217; un tragitto che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Milano &#8211; Sarajevo in macchina</strong>: poco più di un migliaio di chilometri, di cui oltre 700 sulle autostrade italiane, slovene e croate e poco meno di 300 sulle strade della Bosnia a una sola corsia. Il sito <a href="http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/dyn/controller/Itineraires?strStartCityCountry=612&amp;strStartAddress=&amp;strStartMerged=milano&amp;strDestCityCountry=1025343&amp;strDestAddress=&amp;strDestMerged=sarajevo&amp;x=0&amp;y=0&amp;ie=UTF-8">ViaMichelin</a> calcola circa 12 ore di macchina, escluse pause e code alla frontiera. E&#8217; un tragitto che è  consigliabile fare in due o anche tre tappe, in modo da dedicare una giornata intera alla parte bosniaca, da <strong>percorrere con lentezza</strong> per godersi una strada che, dopo Banja Luka, si fa spettacolare.</p>
<p>Chi vuole prendersela comoda può suddividere il viaggio in tre tappe magari fermandosi la prima notte a <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/01/ljubljana/">Lubiana</a> e la seconda a Zagabria. Noi abbiamo scelto di fare il <strong>viaggio in due tappe</strong> fermandoci un paio giorni nella <strong>Dolenjska</strong>, regione della <strong>Slovenia sud-orientale</strong> che tra le sue attrattive principali annovera castelli, vigneti, boschi e terme.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" title="Novo Mesto, Slovenia"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" title="Novo Mesto, Slovenia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/novo-mesto.jpg" alt="Novo Mesto, Slovenia" width="400" /></a></p>
<p>Dopo una pausa rilassante alle <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/07/terme-smarjeske-toplice/">terme di Smarjeske</a>, ripartiamo la mattina del 22 luglio puntando decisamente sulla nostra meta: <strong>Bosnia</strong>, <strong>Sarajevo</strong>. L&#8217;autostrada slovena e quella croata sono in eccellenti condizioni e quasi non c&#8217;è traffico, così superiamo Zagabria e raggiungiamo rapidamente la <strong>frontiera croato-bosniaca di Gradiska</strong>. Qui inizia davvero il viaggio.</p>
<p><strong>Sulle strade della Bosnia</strong></p>
<p>La linea di confine tra Croazia e Bosnia è segnata da un fiume. Una coda di camion e autoveicoli attende pazientemente sul ponte. Il passaggio al <strong>posto di frontiera bosniaco</strong> richiederà circa un&#8217;ora. Il paesaggio è piatto e monotono, ingrigito da un cielo plumbeo e squallidi edifici in costruzione.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska.jpg" title="Gradiska, la frontiera tra Croazia e Bosnia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska.jpg" alt="Gradiska, la frontiera tra Croazia e Bosnia" /></a></p>
<p>Entrati in Bosnia Erzegovina, il paesaggio cambia notevolmente. Oltre  allo squallore che <strong>Gradiska</strong> ha in comune con tante altre cittadine di frontiera, qui notiamo i primi segni dei conflitti irrisolti, ferite della guerra ancora sanguinanti. Le bandiere sventolano ovunque. Non sono bosniache, sono <strong>bandiere serbe</strong>. I cartelli e le indicazioni stradali sono in <strong>cirillico</strong>. Il primo edificio che si impone alla vista dopo il passaggio della frontiera è una chiesa ortodossa.</p>
<p>E&#8217; una vera e propria ossessione: <strong>segnare il territorio</strong> con bandiere, edifici e segni di <strong>appartenenza religiosa</strong>. Negli stati sorti dalle ceneri della Jugoslavia vivono popolazioni tra le meno religiose al mondo, ma la religione è ciò che è rimasto a razzisti, opportunisti e nazionalisti per giustificare le loro guerre e violenze. A quanto pare raggiungono il loro scopo: la guerra, la violenza e la propaganda generano nuove  e vecchie <strong>paure</strong>, risvegliano <strong>fanatismi</strong> nazionali e religiosi assopiti da secoli.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska2.jpg" title="frontiera-gradiska2.jpg"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/frontiera-gradiska2.jpg" alt="frontiera-gradiska2.jpg" /></a></p>
<p>Siamo nella <strong>Repubblica Serba</strong>, l&#8217;entità fondata dai serbo-bosniaci di Karadzic e sancita dagli accordi di Dayton, un paese dove disastro economico, deserto culturale e nazionalismo sono l&#8217;inevitabile corollario di uno staterello, enclave di un enclave, la cui fondazione poggia sul genocidio delle popolazioni non serbe. Ad aumentare le tensioni, il nazionalismo e la crisi economica, qui si sono trasferiti molti serbi in fuga dalla Croazia, a loro volta vittime di pulizia etnica.</p>
<p>La strada prosegue dritta e monotona fino a <strong>Banja Luka</strong>, la capitale dei Serbi di Bosnia. Attraversiamo la città senza soffermarci, ma l&#8217;impressione è che non sia molto attraente. Anche qui i cartelli stradali in cirillico ci creano qualche problema di orientamento. E&#8217; interessante notare che quasi tutte le insegne dei negozi sono invece in alfabeto latino. La scelta del cirillico è puramente politica e non necessariamente riflette una reale utilizzo della popolazione. Fa sentire i bosniaci non serbi come stranieri.</p>
<p><img src="http://www.paulvermast.nl/wp/wp-content/uploads/2008/01/karadzic-en-mladic.jpg" width="448" height="300" /></p>
<p>A Banja Luka, come in tutta la Repubblica Serba di Bosnia, vivevano molti<strong> bosniaci musulmani</strong> (se cosi li vogliamo chiamare, in effetti ci sarebbe molto da precisare su cosa significasse essere musulmano in un paese laicissimo come la Jugoslavia). Durante la guerra le bande criminali dell&#8217;esercito serbo-bosniaco hanno distrutto le moschee, e i musulmani, quando non sono stati stati massacrati come a Srebrenica, sono stati costretti a fuggire. Nonostante gli accordi di Dayton, a Banja Luka sono pochissimi i profughi che hanno fatto ritorno alle proprie case.</p>
<p>Mi pare importante precisare che le <strong>moschee</strong>, come del resto le <strong>chiese</strong>, da queste parti non sono mai state particolarmente frequentate. Eppure oggi chiese ortodosse, chiese cattoliche, moschee riescono nuovamente a risvegliare l&#8217;odio, a dividere popolazioni mischiate da secoli. Distruggere moschee e costruire chiese, costruire un minareto più alto del campanile, issare una croce sul colle più alto. Una patetica e macabra gara tra <strong>identità escludenti</strong>, che minaccia di riportare la terra degli Slavi del sud all&#8217;età della pietra.</p>
<p>Superata Banja Luka, dopo pochi chilometri la strada inizia a salire in tornanti sempre più stretti e il paesaggio si fa spettacolare. Al grigio della città subentra il verde smeraldo delle <strong>foreste</strong> e il blu di laghi e torrenti. Eccoci <strong>nel cuore dei Balcani</strong>, montagne ricoperte di boschi, cerniera tra Occidente e Oriente, luogo d&#8217;incontro di culture ma anche di scontro tra geopolitiche aggressive. I Balcani che, come disse una volta Churchill, producono più storia di quella che riescono a consumare.</p>
<p><a href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/strada-bosnia.jpg" title="Le strade della Bosnia"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/strada-bosnia.jpg" alt="Le strade della Bosnia" /></a></p>
<p><em>Caminante no hay camino, se hace camino al andar</em>, diceva il poeta Antonio Machado. E allora procediamo lentamente, per prudenza ma anche per avere il tempo di fare e <strong>sentire il viaggio, </strong>ipnotizzati dai panorami che si susseguono dopo ogni tornante. Purtroppo il tempo è inclemente. Pioggia e temperature intorno ai 10 gradi.</p>
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		<title>Viaggio nei Balcani in auto (Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano)</title>
		<link>http://www.viaggidisorganizzati.com/2008/08/viaggio-nei-balcani-in-auto-milano-smarjeske-toplice-sarajevo-mostar-mljet-zara-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 17:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosnia-Erzegovina]]></category>
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		<description><![CDATA[
Partenza: Milano, 20 luglio 2008
Ritorno: Milano, 4 agosto 2008
Giorni: 16
Paesi: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina
Itinerario: Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano
Chilometri percorsi: 2400
Il meglio: il caffé e la cucina bosniaca in strada a Sarajevo nel quartiere di Bascarsija. l&#8217;atmosfera multiculturale di Sarajevo. il ponte di Mostar ottimamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a title="Viaggio nei Balcani 2008: Mostar" href="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/balcani-mostar.jpg"><img src="http://www.zackspace.net/wp-content/uploads/2008/08/balcani-mostar.jpg" alt="Viaggio nei Balcani 2008: Mostar" /></a></p>
<p><strong>Partenza</strong>: Milano, 20 luglio 2008</p>
<p><strong>Ritorno</strong>: Milano, 4 agosto 2008</p>
<p><strong>Giorni</strong>: 16</p>
<p><strong>Paesi</strong>: Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina</p>
<p><strong>Itinerario</strong>: Milano &#8211; Smarjeske Toplice &#8211; Sarajevo &#8211; Mostar &#8211; Mljet &#8211; Zara &#8211; Milano</p>
<p><strong>Chilometri percorsi</strong>: 2400</p>
<p><strong>Il meglio</strong>: il caffé e la cucina bosniaca in strada a Sarajevo nel quartiere di Bascarsija. l&#8217;atmosfera multiculturale di <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/08/sarajevo/">Sarajevo</a>. il ponte di Mostar ottimamente ricostruito. l&#8217;<a href="http://www.booking.com/hotel/ba/bosnian-national-monument-muslibegovic-house.html??aid=321999;label=zs">hotel Muslibegovic</a> in stile ottomano a Mostar. il mare, la tranquillità e le meraviglie naturali dell&#8217;<a href="http://isoledelmediterraneo.info/2008/08/isola-di-mljet/"><strong>isola di Mljet</strong></a>. il centro storico medievale e il tramonto sul mare a Zara.</p>
<p><strong>Il peggio</strong>: il clima in Slovenia e Bosnia (6 giorni consecutivi di pioggia). la biblioteca e le case di Sarajevo gravemente danneggiate dalla guerra. A Zara  le foto, le scritte e i santini nei negozi e nei bar inneggianti a <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=ante+gotovina&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=">Ante Gotovina</a>, il traffico del primo weekend di agosto sulla bella strada litoranea della Dalmazia centrale tra Maskarska e Spalato.</p>
<p><strong>Letture di viaggio</strong>: Lonely Planet Balcani Occidentali, Il nostro viaggio di Anita Bukvic, <a href="http://www.zackspace.net/2008/09/paolo-rumiz-e-oriente.html">E&#8217; oriente di Paolo Rumiz</a>, La guerra dei dieci anni di Alessandro Marzo Magno.</p>
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		<title>Metelkova, controcultura a Lubiana</title>
		<link>http://www.viaggidisorganizzati.com/2008/01/metelkova-controcultura-a-lubiana/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 15:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viaggi disorganizzati</dc:creator>
				<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[slovenia]]></category>
		<category><![CDATA[2007]]></category>
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		<description><![CDATA[A pochi minuti a piedi dal centro di Lubiana sorge la Metelkova, una caserma militare abbandonata e occupata nel 1993 da un gruppo di artisti controcorrente. Oggi la Metelkova è un luogo unico del suo genere in Slovenia e uno dei più originali centri di cultura alternativa in Europa.
La Lonely Planet definisce la Metelkova come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>A pochi minuti a piedi dal centro di <a href="http://www.francescapoggi.com/2008/01/ljubljana/"><span style="font-weight: bold">Lubiana</span></a> sorge la <a href="http://www.metelkova.org/"><span style="font-weight: bold">Metelkova</span></a>, una caserma militare abbandonata e <span style="font-weight: bold">occupata nel 1993 da un gruppo di artisti</span> controcorrente. Oggi la <span style="font-weight: bold">Metelkova</span> è un luogo unico del suo genere in <span style="font-weight: bold">Slovenia</span> e uno dei più originali centri di cultura alternativa in Europa.</p>
<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2380/2151830949_a04a66e462.jpg?v=0"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2380/2151830949_a04a66e462.jpg?v=0" style="margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px" border="0" /></a>La Lonely Planet definisce la Metelkova come una piccola <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christiania">Christiania</a>, il leggendario quartiere hippy di Copenaghen. Il paragone mi pare eccessivo. A noi italiani può ricordare piuttosto l&#8217;atmosfera dei centri sociali tipo <a href="http://www.leoncavallo.org/">Leoncavallo</a>. Con la differenza che qui la gente non ci viene solo per svolgere attività politica o culturale, ma ci vive.</p>
<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2248/2151834935_b5a804de5a.jpg?v=0"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2248/2151834935_b5a804de5a.jpg?v=0" style="margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px" border="0" /></a>Visitate la <span style="font-weight: bold">Metelkova di giorno</span> per curiosare tra gli atelier degli artisti e per fotografare i bellissimi murales.</p>
<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2188/2152624452_298763a572.jpg?v=0"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2188/2152624452_298763a572.jpg?v=0" style="margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px" border="0" /></a></p>
<p>Andateci di sera, meglio se dopo mezzanotte, per scoprire la <span style="font-weight: bold">vita notturna più alternativa di Lubiana</span>. Dietro ogni porta (di solito senza insegne) può celarsi un bar, una discoteca di musica elettronica o un locale punk. La popolazione è varia. Nonostante la predominanza di giovani con piercing e capelli viola, il sabato sera qui c&#8217;è anche gente &#8216;normale&#8217;.</p>
<p><a href="http://farm3.static.flickr.com/2060/2151855739_ed743f9882.jpg?v=0"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2060/2151855739_ed743f9882.jpg?v=0" style="margin: 0pt auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px" border="0" /></a><span style="font-weight: bold">Alla Metelkova potete anche alloggiare</span>. Si trova qui il <a href="http://www.souhostel.com/"><span style="font-weight: bold">Celica Hostel</span></a>, uno degli ostelli più originali al mondo, ricavato da una ex-prigione militare riadattata da architetti e designer. Consigliato a chi vuole provare il brivido di passare una notte in cella.</p>
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